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Lunedì, 12 Febbraio, 2018
Fatturazione con applicazione di Iva superiore al dovuto

La Legge di Bilancio 2018 ha previsto che, in caso di applicazione dell’Iva in fattura in misura superiore a quella dovuta, resta fermo il diritto di detrazione per il ricevente, a condizione che l’Iva sia assolta dall’emittente.

L’errore viene sanzionato in capo al ricevente con la sanzione fissa da 250 a 10 mila euro, senza solidarietà dell’emittente.

 

La predetta sanzione è senz’altro favorevole, considerato che la normativa previgente poteva prevedere il recupero dell’Iva indetraibile, una sanzione per indebita detrazione (90% dell’imposta) e una sanzione per la dichiarazione infedele, se la fattura ricevuta era stata inserita nella dichiarazione stessa.

 

La norma in oggetto tratta dell’applicazione dell’Iva in misura superiore al dovuto, dunque dovrebbe riguardare:

  • le ipotesi di addebito dell’Iva con aliquota superiore a quella corretta;
  • le situazioni in cui viene fatturata con Iva un’operazione esente, non imponibile o fuori campo.

 

Per quanto riguarda l’errata fatturazione delle operazioni in “reverse charge”, esse non sono interessate dal disposto descritto, in quanto la fattispecie è già regolata dall’articolo 6, comma 9 bis1, D.Lgs. 471/97.

 

Si ritiene infine sia anche applicabile Il “favor rei” sui casi già in contestazione, atteso che quella in commento è una disposizione migliorativa per il contribuente.