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Venerdì, 13 Novembre, 2020
Agevolazioni “superammortamento” e “iperammortamento”

La Legge di Bilancio 2020 aveva previsto numerose novità in merito alle agevolazioni in oggetto (si vedano sull’argomento, tra le altre, le ns. Circolari n. 80/2019 del 19/12/2019, n. 12/2020 del 3/2/2020 e n. 62/2020 del 14/10/2020).

Ulteriori novità dovrebbero essere previste dalla Legge di Bilancio 2021.

 

Tra le possibili ipotesi, le seguenti in particolare:

- dovrebbero essere agevolabili gli investimenti effettuati fino al 31/12/2022, eventualmente con consegna dei beni fino al 30/6/2023, con pagamento di un acconto di almeno il 20%;

- il periodo minimo di compensazione dei crediti d’imposta da iperammortamento dovrebbe essere ridotto dagli attuali 5 anni a 3 anni.

- nel caso dei beni strumentali agevolabili con l’iperammortamento, la fruizione del credito dovrebbe essere consentita già dall’anno di investimento.

- per l’anno 2021, dovrebbero essere modificate le fasce di limite di investimento e le corrispondenti aliquote del credito di imposta relative ai beni “iperammortizzabili”:

-- per investimenti fino a Euro 4 milioni l’aliquota dovrebbe essere incrementata dal 40% al 50%;

-- per investimenti da Euro 4 milioni a Euro 10 milioni, l’aliquota dovrebbe essere stabilita nel 30%;

-- per investimenti oltre Euro 10 milioni, l’aliquota dovrebbe essere stabilita nel 10%;

-- per investimenti in software in presenza di investimenti in beni “iperammortizzabili”, l’aliquota dovrebbe essere stabilita nel 20% e il massimale agevolabile dovrebbe essere stabilito in un milione di Euro.

 

- nel caso dei beni strumentali agevolabili con il superammortamento l’aliquota del credito d’imposta dovrebbe salire, solo per il 2021, dal 6% al 10% per investimenti effettuati da soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni, per i quali il termine di compensazione potrebbe essere ridotto a 1 anno.

- nel caso di investimento in beni relativi a smart working l’aliquota dovrebbe salire al 15%.

- l’agevolazione consistente nel credito di imposta del 6% dovrebbe essere estesa anche ai beni immateriali (ad esempio software) pur in assenza di investimenti in beni agevolabili con iperammortamento.